lunedì 22 maggio 2017

Reddito minimo, garantito e di cittadinanza

Eight-year-old Mark Harman - May 25, 1976


A marzo è stata approvata la legge delega sulla povertà: almeno 400 euro a circa 400 mila famiglie con figli a carico, in arrivo, disabili (previo impegno per un reinserimento sociale). Ora si attendono i decreti attuativi.
http://www.corriere.it/politica/17_marzo_10/reddito-minimo-comuni-regioni-che-battono-poverta-088ecd52-0510-11e7-8f0b-7a36b2d7188f.shtml


Ma, su una qualche forma di reddito di cittadinanza, distribuito a tutti e senza condizioni, niente. Un’utopia? Per l’economista Stefano Toso, autore di Reddito di cittadinanza o reddito minimo?(il Mulino), «sarebbe un esborso impraticabile: 60 milioni di abitanti per 400 euro al mese diventano 300 miliardi. Per 4,6 milioni di poveri servirebbero 5 miliardi».


Spese forze armate

L’Italia nel 2017 spenderà per le forze armate almeno 23,4 miliardi di euro (64 milioni al giorno), più di quanto previsto. Quasi un quarto della spesa, 5,6 miliardi (+10 per cento rispetto al 2016) andrà in nuovi armamenti (altri sette F-35, una seconda portaerei, nuovi carri armati ed elicotteri da attacco)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/23/armi-e-militari-litalia-spende-64-milioni-al-giorno-dati-smentiscono-la-difesa-stanziamenti-11/3208347/


Legalizzazione Cannabis
7,5 miliardi potrebbero essere recuperati dalla legalizzazione della cannabis.
Questo lavoro di Marco Rossi dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” stima che il proibizionismo della cannabis costa allo stato circa 7,5 miliardi di euro all'anno. In particolare, l’erario risparmierebbe circa 2 miliardi all’anno di spese per l’applicazione della normativa proibizionista (polizia, magistratura, carceri), ed incasserebbe circa 5,5 miliardi all’anno dalle imposte sulle vendite della cannabis.


Prostituzione

Centottanta miliardi di lire. L'ammontare mensile del business-prostituzione in Italia.
2.160 miliardi all'anno di fatturato.
che tassati al 30% darebbero 648 miliardi all'anno



I vitalizi dei parlamentari
L’Inps ha calcolato che un vitalizio parlamentare se fosse calcolato con il metodo contributivo, oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori, si ridurrebbe del 40%. I tagli interesserebbero il 96% dei casi.

In altre parole «i vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati» ha affermato il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione nella commissione Affari costituzionali della Camera.

Portando le prestazioni parlamentari ai valori normali la spesa scenderebbe a 118 milioni,
con un risparmio di circa 76 milioni di euro all'anno



Redditi garantiti in europa

Tranne la Grecia e L'Italia, tutti gli altri paesi dell’Europa hanno adottato da tempo forme di reddito minimo garantito per consentire ai loro cittadini più deboli di vivere una vita dignitosa.


alcuni esempi

Danimarca (sussidio tra i più ricchi)
la base per un singolo over 25 è di 1.325 euro
(escluso l’aiuto per l’affitto, che viene elargito a parte)
per chi ha figli è di 1.760 euro


Francia
Un singolo percepisce 460 euro mensili
per chi ha 2 figli 966 euro


Belgio
Un singolo percepisce 725 euro mensili
Il Belgio è tra i paesi che, con Germania e Danimarca, consentono di rifiutare un lavoro perché non congruo al proprio livello professionale senza vedersi sospeso il sussidio (idea affine a quella proposta in Italia da M5S e Sel)



Redditi di cittadinanza

A differenza del reddito minimo, il reddito di cittadinanza viene assicurato a tutti i cittadini maggiorenni a prescindere dai loro averi e dalla loro disponibilità a lavorare.

Alaska
L’importo varia in base a proventi annui del settore minerario:
nel 2011 è stato di 1.174 dollari,
nel 2008 aveva toccato i 2.100
si tratta di un sostegno individuale,
quindi una famiglia composta da 5 persone riceverà 5 sussidi.



Silvano Agosti in Kirgisha

- a 18 anni viene regalata la casa
- tutti hanno diritto a 1 pranzo gratuito al ristorante
- 3 ore al giorno di impegno lavorativo

giovedì 30 marzo 2017

Far West


L’ultima volta che la vide fu attraverso lo specchietto retrovisore dell’auto mentre era impegnato in una pazza corsa verso la salvezza. Variazioni di traiettorie in controtempo, zigzagate a sorpresa, freno e acceleratore a ripetizione. Le molli gomme invernali sull’asfalto rovente fumavano. Una nutria a bordo strada strizzò gli occhi nel momento del controsterzo proteggendoseli dall’esplosione del ghiaietto. In aiuto, ad ogni buca, il rimbalzo sulle sospensioni esauste collaborava ad evitare le pallottole. Lei lo odiava, non sperava più, sparava.
Il rinculo della Colt Single Action Army, prelevata sfondando la teca delle armi da collezione funzionava benissimo. Ad ogni botto vedeva il braccio di lei gesticolare un “ma va” dopo l’altro. Sprecò le sei opportunità di vederlo morto come si sprecano le palline al luna park per centrare la boccia del pesce rosso. Il tamburo della 6 colpi si fermò alla settima camera di scoppio. La guardò rimpicciolirsi nello specchietto retrovisore. Fu l’ultima volta che la vide.

mercoledì 12 ottobre 2016

Saluti in Corsa


Fabio Cugi cammina lesto mantenendo il vantaggio costante di una decina di metri da me e Ribaud. Otto minuti disponibili per percorrere cinquecento metri e salire sul treno che lo porterà a casa. Ultimo treno della notte. E’ un po’ in ansia, fà freddo e continua a ripeterlo.
Arriviamo in stazione, il treno è fermo al binario uno. Il Cugi snobba il primo vagone perchè c’è un viaggiatore stravaccato a terra nel corridoio. Non importa se il malcapitato si sente male o è solo ubriaco, è stravaccato. Scivola via fino alla seconda carrozza, è pulita. Bel treno, nuovo, interni bianchi, la porta si apre col pigio di un pulsante centrale a led verdi sbuffando aria in pressione.
Fabio sale con solennità e con una lieve goffa indecisione come capitano brillo che sale a bordo di un’astronave interstellare, si gira elargendoci frasi e saluti di circostanza.
Di fronte alla porta aperta frego le mani e allargo le braccia rivolgendo i palmi verso il tepore in fuga che ci investe. I saluti si protraggono, Fabio accenna licenza a prendere posto ma i nostri saluti sono trappola collosa elastica, immobilizzante.
Infine la porta si chiude, un ultimo saluto e spalla a spalla con Ribaud ci portiamo verso l’uscita. Camminando senza foga immagino la scena del saluto dal treno in corsa. Classica scena da film di separazione di un forte legame. I due si continuano a salutare fino a quando chi non è sul treno non riesce a correre più forte e il treno lo supera. A quel punto chi è a bordo abbassa il finestrino, si sporge (vietatissimo) e continua a salutare l’amato fino a che non scompare dissolvendosi nello sfondo nebbioso o notturno o notturno nebbioso.
Lo facciamo? Lo salutiamo in corsa? Ribaud ride e siamo già di ritorno sulle tracce del Sankio.
Il treno è sempre fermo, nel primo vagone completamente vuoto non c’è, è nel successivo, seduto sulla poltroncina vicino al finestrino, vòlto in direzione casa, lato binario non pensilina dove siamo noi. Sta maneggiando al fine di inserire l’auricolare nell’orecchio destro e lo spinge e lo avvita come come una lampadina che non si aggancia al portalampada. Insiste, Non guarda dal finestrino, siamo passato senza malinconia. Ci rivedrà forse tra un mese, quindici giorni, una settimana, non se lo domanda.
Ci sbracciamo per un po’ come due cretini prima di battere due dita sul vetro. La musica non l’ha ancora accesa, è metodico, non va accesa prima che il treno inizi la sua corsa. Ci sente quasi subito e  mascherando un machèdubalotefruste in un piacevolmente sorpreso ci sorride, ci saluta e riprende a rigirarsi l’auricolare guardando in basso come uno che sta accertando non gli stiano andando a fuoco le palle. Continuiamo a salutarlo ma non ci guarda più. Il treno si muove e noi ci muoviamo con lui salutando. Il treno avvia la spunta e noi incollati a salutare Fabio che non ci pensa. Poi si corre fino a che le braccia non salutano più trasformandosi in strumenti d’equilibrio. Fabio a testa bassa smanettando l’auricolare in moplen tagliato con la bakelite, sicuramente comperato dai cinesi, non ha ricambiato i nostri saluti.
Scena più comica che poetica, divertente, il giusto finale di una bella serata anche per Fabio se ci avesse guardato.

sabato 1 ottobre 2016

Santa Sana Gelosia



A men’ché non si parli di gelosia le brutte sorprese mi scivolano via.
Se altrimenti mi bagno, mi inzuppo e mi annego riemergo cavallo che salta dal treno.
Tamburo da galea in petto, elettroni tutt’intorno, impronte in fiamme, orecchie a vapore, ruggine di fili intrecciata la coda infilzata.
Non spacco tutto, respiro.
Imbriglio l’energia per convogliarla nel metodo, raccolta di dati, formulazione di ipotesi, conferma della tesi conseguenza delle ipotesi.
Mai giunto ad una tesi, ho sempre esaurito prima l’energia, della sana gelosia.