sabato 17 luglio 2010

Caponord-Crema

Arrivo a Malpensa.



Volo aereo con bici al seguito:
Alta - Oslo
Oslo - Copenaghen
Copenaghen - Malpensa

All'arrivo a Malpensa vengo insignito con la medaglia di tutte le bandiere degli stati attraversati e a Crema la sera consegna del premio. Un meraviglioso, inaspettato quadro di Peppo Bianchessi www.peppo.net che porterò sempre con me nello zaino.

giovedì 15 luglio 2010

37. Crema-Caponord in bicicletta


37a tappa - mercoledi 14 luglio 2010
Honningsvåg - Nordkapp (Norvegia)
30 km




Fatto!

Dopo 30 km esatti a 7°, forte acqua e vento, sono arrivato a Nordkapp.
Pensavo di trovare un luogo desolato con un globo di ferro arrugginito e invece...
500 mt prima di arrivare la strada diventa a 4 corsie con 4 caselli tipo quelli dell'autostrada. Da italiano dò occhiate a destra e sinistra per scovare sentieri laterali.
Alla richiesta di 150 corone norvegesi, il bigliettaio mi fà notare che vale però 2 giorni.
Trovo un bellissimo complesso con negozi, bar, ristoranti.
Sembra di stare in una stazione lunare.
Il bus per tornare a Honnisvag è già nel parcheggio.
L'autista mi indica il cartello. Partenza alle 18.15.
Sono le 18.00. Ho 15 minuti per recarmi al globo e fare una foto oppure prendermi un caffè e una fetta di torta di mele.
Resto ipnotizzato davanti alla torta di mele e scelgo l'opzione 2.
Faccio in tempo a fumarmi anche una sigaretta con l'autista che sorpreso mi dice che non pensava che un ciclista fumasse.
Rispondo che i panni del ciclista, li ho smessi da 15 minuti.

L'autista è una bella donna bionda e gentilissima.
Mi aiuta a caricare la bici nel bagagliaio del bus e mi spiega dove prenderlo domattina. Per essere certi che ci sia spazio per la bici mi consiglia di venire alla stazione dei bus così sarò il primo a caricare. Se preferisco passerà a prendermi davanti all'hotel, tanto è di strada. Non voglio approffittarmi, andrò alla stazione alle 6.00.
In internet ho trovato alcuni voli per la tratta Alta-Milano. Prima di fare il biglietto andrò in aereoporto per capire come imballare la bici. Se imballo morbido, tipo borsone o rigido tipo scatolone. Ho letto in un forum che dipende dalla compagnia.

Un grazie di cuore a tutti per avermi sostenuto con la vostra presenza.

A presto
Mario



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mercoledì 14 luglio 2010

34/36. Crema-Caponord in bicicletta

34a - 35a e 36a tappa - martedi 13 luglio 2010
Eunotekio (Finlandia) - Honningsvåg (Norvegia)
422 km



Manca ormai poco e oggi rallento un pò il passo. Quando rivedo in >> ffwd tutto il viaggio mi prende un pò di vertigine tanto che devo pigiare veloce sullo stop per non finire a terra.
La Norvegia qui al nord è bellissimma! n°1.
La maggior parte della giornata ho viaggiato lungo la costa. Montagne vere. Imponenti ma che sembrano potersi sbriciolare ad un semplice suono di clacson.

Spaventi a parte una bellissima giornata.
Il silenzio della bici non copre i suoni di quel che ti accade intorno e il suo abitacolo include ogni profumo.
Sono riuscito ad essere anatra tra le anatre , gabbiano nei corridoi del vento e quasi in mare quando una folata di vento di violenza mai provata mi ha dato una sberla improvvisa che mi ha fatto ritrovare fermo e incollato al guard rail dal quale non riuscivo a scollarmi.

45 chilometri di vento potente mai visto.

Quando il vento è davanti o dietro non c'è pericolo di farsi male.
Si fatica di più o si fatica di meno.
10 km/h con vento contro in una bella discesa.
27 km/h con vento a favore in una bella salita.
Il vento fà la differenza.

Quando arriva di lato il procedere si complica.
Mi sembrava di essere in barca a vela, tutto inclinato a far da contrappeso.

Oggi per la prima volta mi sono veramente arrabbiato.
Ho inveito con gesti e parolacce al conducente di un camper che superando un altro camper mi ha fatto vedere la parola fine del viaggio.
Ho frenato mollato la bici e saltato il guard rail prima che mi investisse.
Mi rammarico solo di non aver fatto in tempo a raccogliere una grossa pietra per scagliargliela nel parabrezza e un altra sul ditino del piede dopo che si fosse fermato.
Dopo la manovra il camper superato si è fermato per assicurarsi della mia incolumità.

Alle 17.00 la temperatura scende e in abbigliamento invernale comincio a sentire freddo.
Intravedo l'entrata del tunnel del quale ho sentito parlare e un ciclista in uscita con la faccia sconvolta e gli occhi a girandola.

7 km di galleria 250 mt sotto il livello del mare. Chissà che freddo là sotto.
Mi fermo all'imbocco e mi cambio d'abito. Inverno estremo.
Mi immagino già quel che mi spetta. Freddo, gas di scarico, rumore d'auto e camion che rimbalza sulle pareti senza via d'uscita, claustrofobia, acqua gelida che cola, possibile infarto.
Vestito di tutto punto al massimo delle possibilità rollo l'ultima sigaretta del condannato.
Alla seconda boccata di fumo si ferma un auto.
E' spagnolo e mi sgrida dicendo che fumare fa male.
Mi è subito simpatico anche perchè capisco tutto quello che dice.
Ciclista pentito, motociclista stanco 120.000 km in un anno, ed ora in giro in auto con tenda che ha montato una sola volta a casa prima di partire per vedere se stava in piedi.
E' di Barcelona, un pò la conosco e si parla di luoghi.
Chiacchieriamo scherzosamente per un bel pò. Ogni tanto commenta le sue gesta dicendo che è un pò pazzo e di non ridere troppo che io non sono da meno.
Mi dice che l'atmosfera di questi posti gli ricorda un pò la Patagonia e mi invita a valutarla come prossimo viaggio. Le distanze tra un paese e l'altro sono un pò più lunghe, anche mille chilometri, ma se sono matto come sembro non dovrebbe essere un problema.
Ci salutiamo affiatati e vuole scattare una foto che mi manderà via e-mail.

Serro la muta e mi intrufolo.
Ormai sono dentro.
Il freddo che sento è freddo ma è solo l'inizio.
I primi 2 chilometri sono tutti in discesa.
La tuta che indosso ha un range di esercizio da +6 a -6 ma per essere efficace ed entrare in temperatura ha bisogno di esercizio fisico.
In discesa è dura scaldarsi pedalando. Più pedali e più aria prendi.
Battendo i denti sogno la risalita come quando da piccolo a notte fonda, al ritorno dagli zii, camminando dormendo sognavo il mio lettino.
Quando i pedali cominciano a far presa in un attimo sono al calduccio.
Ad ogni chilometro c'è un cartello luminoso che indica i chilometri fatti e quanti ne mancano.
Oggi credo di aver raggiunto il mio record di risalita.
La sensazione è stata quella di scendere in un inferno freddo per poi risalire.
All'uscita c'è la coda del pedaggio.
Camion 750 corone (94 euro)
Auto 450 corone (56 euro)
Moto non ricordo.
Supponevo che per le bici fosse gratis ma ho fatto la coda aspettandomi un riconoscimento.

Ora sono a Honningsvåg in un Hotel. Il gestore è molto cordiale ed empatico.
Mi ha dato una stanza doppia anzichè singola perchè in quella singola non arriva il segnale wireless e nonostante la cucina fosse già chiusa mi ha cucinato un pranzetto a base zuppa, pesce e verdure, dolce, tutto ottimo e abbondantissimo perchè il ciclista ha bisogno di energia.

Domani in mattinata a 34 km circa, Nordkapp e l'avventura del riuscire a ritornare potrà avere inizio.















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domenica 11 luglio 2010

32/33. Crema-Caponord in bicicletta

32a e 33a tappa - venerdi 9 e sabato 10 luglio 2010
Pello - Eunotekio (Finlandia)
224 km




Forse ce la farò, forse no.

I battistrada dei copertoni stanno lasciando posto alla tela. Ieri in 4 chilometri ho forato 2 volte!

Fortuna e qualche preghiera di amici hanno fatto sì che succedesse in prossimità di Muonio una megalopoli di un centinaio di case.

Arrivo alle 21.00 con bici a strascico e penso nell'ordine: alla cena, a verificare che ci sia un negozio di bici o di ricambi e ad un posto dove piantare la tenda.
Chiedo informazioni ad un gruppo di ragazzi.
Vengo invitato a seguirli al tabellone della planimetria della città dove mi indicano le 3 possibilità per acquistare i copertoni e un posto dove poter dormire in tenda.
Le zanzare imperversano. Se la Svezia è il regno delle zanzare, la Finlandia ne è il paradiso.
Vengo colpito da come i ragazzi finnici allontanano le zanzare dal viso mentre mi parlano. Quasi con gentilezza come per non far loro del male.

Il posto indicato per la notte è carino ma non appena ci appoggio un piede, affondo nel fango fino al polpaccio. Una palude. Trovo un posto asciutto e all'una vado a letto col sole.

Ho tre possibilità. Impossibile fallire. Me la prendo comoda cominciando col fare colazione.

La prima possibilità è un negozio di moto e motoslitte che ha anche qualche pneumatico per bici ma non della misura che mi serve.

La seconda possibilità (la più promettente) è un negozio di vendita e noleggio bici. Chiuso per ferie fino al 4 agosto.
Tenendo conto che l'estate qui dura 2 mesi, sarebbe come, da noi, chiudere per ferie un negozio in centro nel periodo natalizio.

Terza e ultima possibilità. Negozio di ricambi d'auto. I copertoni da bici non li ha. Mi consiglia di andare dal primo negozio in cui ero stato. Gli dico che ci sono già andato ma che non aveva i copertoni della mia taglia. Impossibile, mi risponde, e mi invita a tornarci e a richiedere.

L'unica soluzione al momento è quella di prendere un altro caffè.

Telefono al Sig.Oreste titolare del Cicli Scotti Crema che mi consiglia di usare pezzi di vecchia camera d'aria o pneumatici per rinforzare il copertone nelle zone in cui si vede la tela. Si stupisce che non sia riuscito a trovare un copertone ma questo è un altro mondo. Se cercavo uno sci per la motoslitta giallo a pallini verdi l'avrei trovavo al primo colpo.

Il pneumatico anteriore, il meno usurato perchè soggetto a meno peso lo monto dietro, e quello posteriore lo rinforzo con una vecchia camera d'aria e lo metto davanti. Mentre mi sporco le mani e la faccia per allontanare le zanzare mi tiene compagnia un motociclista polacco.
Ore 12.30. Tutto a posto, si parte, destinazione pizzeria a 300 metri.

Qualche chilometro dovrei riuscire a farlo. Me ne servono 70 per approdare a Eunotekio la prossima città.

Procedo come se stessi pedalando su delle uova. La mia attenzione non è più rivolta al cielo, al vento, alla pioggia copiosa o agli animali dei boschi ma è tutta concentrata ad evitare il fatale sassolino.

Non mi posso permettere una foratura.

Dopo 50 km Il lieve saltellio della ruota si è accentuato. Taglio 2 striscie di vecchia camera d'aria e le annodo avvolgendo cerchione e pneumatico nella zona più critica.
Sembro un membro del gruppo TNT in missione.

Oggi 74 km. Credo che la prossima città che mi offrirà l'opportunità di trovare i copertoni sia Alta a circa 200 km.
Domani è domenica e di negozi aperti non se ne parla.





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venerdì 9 luglio 2010

31. Crema-Caponord in bicicletta

31a tappa - mercoledi 7 luglio 2010Tornio - Pello (Finlandia)
121 km




Si, sono in Lapponia, Finlandia e stasera dormirò un'ora in meno per il fusorario avanti di un'ora.

Il paesaggio è cambiato, più betulle e meno conifere, tutto meno ordinato rispetto alla Svezia, più provvisorio, più selvaggio e lungo la strada tanti bar e chioschi con caffè ma senza articoli di pasticceria.

A Turtola un paese prima di Pello ho trovato una piazzola con un dondolo sul quale dondolando ho fatto uno spuntino con yogurt e cereali gustandomi la Norvegia oltre il fiume di fronte.
La sigaretta me l'ha mandata di traverso Aki che dopo avermi studiato dalla finestra per un pò ha preso coraggio e si è presentato.
Dopo le solite domande di rito, da dove vieni, quanti chilometri hai fatto, quanti te ne mancano, mi ha illustrato la storia del paese.
Ogni tanto gli rammentavo: Sorry, I'm speak english but only very very little bit.
Lui annuiva, si scusava, si zittiva e riattaccava con la storia del paese.
Mi ha raccontato anche che a Nordkapp c'è un ufficio dove ci si può iscrivere ad un club e ti rilasciano un attestato di presenza.
Ad un certo punto è arrivato in auto il fratello, ci siamo salutati ed è andato.

Pochi chilometri più avanti mi rifermo ad un chiosco per recuperare la sigaretta mandata di traverso a metà, pago un caffè e mi accomodo.
Essendo l'unico cliente, non riesco a fare il secondo tiro di sigaretta che vengo preso di mira dalla ragazza del bar. I suoi tratti somatici sono molto orientali e penso che forse è una Sami.
Mi racconta vita morte e miracoli sua e di tutta la sua generazione, racconto dal quale evinco che è originaria di Jakarta.
Vuole sapere con accanimento perchè ho l'orecchino, se sostituisce la fede di matrimonio, se l'ho messo prima o dopo essermi sposato.
Non si capacita, mi fa notare che lei ha gli orecchini ma lei è donna.
Forse per finire sigaretta e caffè in pace bastava risponderle ciò di cui era convinta: Because i'm a gay.
La strada è molto trafficata da camper, moto, turisti.
Gli chiedo se passano anche molti cicloturisti.
No. Only you.
Il dubbio. Forse era meglio fare l'altra strada?
Sono arrivati due clienti e mentre era alla cassa ho colto l'occasione per salutarla e ripartire.

Ho guardato le previsioni del tempo, a Nordkapp acqua per tutta la settimana.
Confido nel fatto che la previsione non sia certezza.






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giovedì 8 luglio 2010

30. Crema-Caponord in bicicletta

30a tappa - martedi 6 luglio 2010
Lulea (Svezia) - Tornio (Finlandia)
201 km


mercoledi 7 luglio 2010 (riposo)







Eccomi a Tornio teoricamente in Finlandia anche se non ho incontrato il cartello che attesti ciò e la moneta usata è ancora il sek e non l'euro.
Vedremo domani proseguendo nel cammino.

Ho viaggiato tutta notte con molte pause. Pausa caffè, pausa per costruire e dipingere una bandierina italiana artigianale, pausa foto, pausa spuntino e sigaretta ecc. Stamattina alle 7.00 quando sono arrivato ha iniziato a piovere, il cielo era nuvolo in generale e non c'era vento per sperare in una comparsa del sole così ho deciso di fermarmi un giorno per riposare un pò.

Di notte quasi tutti i conducenti di auto e camion che si incontrano mi salutano con entusiasmo.
I più esagerati sono i ragazzini in scooter che salutano facendo mini-acrobazie, urlando come dei pazzi frasi incomprensibili e comunicando nella lingua universale del linguaggio non parlato: non fermarti, vai pedala, mannaggia a te dove sei arrivato.

Ogni tanto nella vita capita di sentirsi invisibili, sembra che il mondo non si accorga che ci siamo e si prova un senso di inutilità all'esistere.
Dovesse capitarvi inforcate la bici e fatevi un viaggietto. Qualsiasi sia la meta il successo è garantito.

A secco d'acqua l'altro giorno pensavo ai pony express della frontiera americana. Viaggiavano per giorni e giorni con la gola riarsa da caldo e dalla polvere e quando arrivavano finalmente in una town si dirigevano al saloon per ordinare cosa? Un Wiskey doppio! :-) Secondo me i film non ce la raccontano giusta-

Solitamente prima di addormentarmi nella mia minuscola tendina mi ricorre questo pensiero. Qualche tempo fa avevo trovato un'applicazione che ti mostrava titolo e autore facendogli sentire un brano musicale. Qualcuno sà se esiste qualcosa di simile che indichi l'animale facendogli sentire il verso?







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martedì 6 luglio 2010

29. Crema-Caponord in bicicletta

29a tappa - lunedi 5 luglio 2010
Lovanger - Lulea (Svezia)
181 km



Da novello girovago sto imparando qualche trucchetto del mestiere.
I Centri "Max Hamburgare" e "Mac Donalds" offrono il collegamento internet gratuito ai loro clienti anche quando sono chiusi e anche ai non loro clienti. :-)

Incrociandone uno alle ore 1.24 decido di aproffittarne per aggiornare il blog e per farmi un tè caldo con limone, visto che oggi il fegato ha cominciato a farsi sentire per i troppi dolci.
Nel cercare il tè nella borsa mi ritrovo in mano la nutella.

Dunque, qui ormai la meta si avvicina. Il computerino di bordo mi dice che oggi ho pedalato per 9 ore effettive.

Le gambe viaggiano a meraviglia e il sedere non oso guardarmelo allo specchio.

In un parcheggio su di un auto ho trovato un setterino e non ho resistito. Gli ho fatto una foto e poi ho fatto vedere ai padroni alcune foto di wally che ho nell'ipod.
Tra esclamazioni di stupore per la somiglianza mi hanno intrattenuto per 15 minuti raccontandomi tante cose che non ho capito ma che ho perfettamente immaginato pensando a Wally.

Adesso aggiorno, rimetto tutto in borsa e cerco un posto per riposare.



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lunedì 5 luglio 2010

25/28. Crema-Caponord in bicicletta

25 - 26 - 27 e 28a tappa - lunedi 4 luglio 2010
Lovanger (Svezia)
563 km




Black flies, così si chiamano? Si, credo di averli incontrati. E' come una nube invisibile che ti avviluppa con la sensazione di avere una ragnatela viva addosso. Non ho capito ancora bene se mordono o pungono.

La metodologia che seguo per cercare un alloggio per la notte è questa.
Alle 18 mi attivo.
Continuo a pedalare lungo il percorso e mi guardo intorno.
Bed & Breakfast, campeggi, hotel va tutto bene.
Se trovo sulla strada bene, altrimenti campeggio libero, che vuol dire pedalare anche di notte finchè le gambe vanno per poi cominciare a guardarsi in giro alla ricerca di un bel posto non in vista dalla strada ma neanche troppo nel bosco.

Viaggiare di notte è bello e qui la notte è chiara.
Il sole tramonta e poi si ferma li e non va più giù.
Con la bici sono silenzioso e gli animali si accorgono di me solo quando gli sono vicino, riuscendo così a rubargli brevi istanti dei loro comportamenti spontanei.
Quando mi avvertono è ancora più divertente, si spaventano e scappano ognuno con la sua strategia di fuga.
In un campo con l'erba alta ho visto degli uccelli come struzzi in miniatura che quando mi hanno visto si sono messi a correre veloci e senza far rumore abbassando il collo sotto il pelo dell'erba.
Il cucciolo di volpe è simpaticissimo, pur essendo un canide ha quasi l'agilità del gatto.

In questi 4 giorni 3 campeggi liberi e oggi soggiorno in un villaggio di bungalow.
Ho fatto il bucato generale visto che i caloriferi funzionano e così posso avere tutto asciutto per domattina... quando dall'esterno entro nell'alloggio mi si appannano gli occhiali.

Da venerdì alla domenica sera le strade della Svezia si riempiono di auto d'epoca.
Sono tantissime. Per lo più auto americane degli anni 50 ma anche degli anni '60.
Si danno appuntamento nei centri cittadini bloccando completamente il traffico o presso i distributori di benzina che qui sono quasi tutti come autogrill.

Ieri sera ad un area attrezzata per la sosta una compagnia di signore mi ha invitato a cena al loro tavolo.
Avevo già cenato ma mi sono fermato un pò a chiacchierare tenendomi a distanza.
La tavola era perfetta. Tovaglia apparecchiata di tutto punto, cuscini sulle panche di legno e loro molto ben tenute nell'aspetto. Mi sentivo un pò a disagio per via del fatto che erano tre giorni che pedalavo senza toccare un grammo di sapone e sicuramente emanavo un mix di terra, resina e tanto sudore




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giovedì 1 luglio 2010

24. Crema-Caponord in bicicletta

24a tappa - mercoledi 30 giugno 2010
Dalfors - Ljusdal (Svezia)
128 km


La signorina delle previsioni lo aveva predetto e acqua oggi fu.

128 km di pioggia con qualche tregua di sole con pioggia. Non mi stancherò mai di ripetere il detto danese: "Non esiste il brutto tempo, esistono solo i vestiti sbagliati" e io per la pioggia ho quelli giusti.

Per quasi tutto il tragitto ho incontrato solo 3 case. Niente caffè, niente pranzo, solo acqua e foresta e laghetti.
Numerosi i cartelli di pericolo attraversamento renne.
Ho pranzato con quello che avevo. Un sacchetto di nachos, crackers, cioccolato fondente e 2 pesche.
Mi sono rifatto la sera con:
Planeked steak of salmon with pommes duchesse, bacon wrapped strin beans, grilled tomato, garlic sautèed mushrooms & sauce hollandaise.
...estasi...



Secondo le previsioni domani ancora foresta e ancora pioggia.








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mercoledì 30 giugno 2010

23. Crema-Caponord in bicicletta

23a tappa - martedi 29 giugno 2010
Borlange - Dalfors (Svezia)
124 km


Zanzare e tafani in Svezia non scherzano.

Le zanzare non sono le "Tigre" sono nostranotte, lente, cicciotte e grandi bevitrici.
Fino a che tieni un piede sull'asfalto sembra ti ignorino ma non appena sfiori l'erba sei fritto.
Domani mi procurerò un repellente.

I Tafani ti rincorrono per chilometri persino in bicicletta. Sono veloci e si accaniscono sulle gambe in movimento senza mai riuscire a posarsi fino a che non ti fermi.

Mi procurerò anche una paletta per le mosche da tenere nel fodero.

Stasera ho trovato il più bell'alloggio di tutto il viaggio.

Alle 20.30 in mezzo al nulla quando ormai mi guardavo intorno per piantare la tenda vedo un cartello "Bed & Breakfast". Sono salvo.

Il posto è il più bello tra tutti quelli in cui ho alloggiato in viaggio, ed il costo veramente onesto. 30 euro. Mi sono cucinato una zuppa messicana liofilizzata, pane e formaggio e un cappuccino sfogliando degli opuscoli a disposizione dei turisti e dei viaggiatori dove ho scoperto che oltre agli orsi, fanno parte della fauna anche lupi e linci.

Gli svedesi sono molto nazionalisti, vedi foto, e quasi tutte le case hanno in giardino il pennone con issata la bandiera svedese.

Sono discreti e riservati ma se gli sorridi e mostri interesse nei loro confronti, si aprono.

Non suonano il clacson. Mai!

In effetti le vie di comunicazione non sono state realizzate in funzione del mio viaggio. Un itinerario che mi ero prefisso di 180 km è diventato di 243 km... mmm un passo avanti e due indietro.











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martedì 29 giugno 2010

19/22. Crema-Caponord in bicicletta

19 - 20 - 21 e 22a tappa - lunedi 28 giugno 2010
sono a Borlange (Svezia)
522 km


dalla 19a alla 22a tappa

Come mi siete mancati!!!

La mia prima preoccupazione appena sbarcato dal ferry è stata quella di recuperare l'adesivo della bandiera svedese. Trovato e attaccato sulla bici.

Le cose da raccontare sono tante ma stasera è la sera del bucato a mano e a malincuore mi limiterò ad un sunto del riassunto.

Ho incontrato 2 cicloturisti francesi fermi davanti ad una strada interrotta, quella che anch'io avrei dovuto percorrere.
Dopo i vari salamelecchi di rito studio con loro la situazione. Le loro 2 proposte sono:
- attraversare l'autostrada scavalcando 4 guard rail con bici e bagagli
- attraversare i binari del treno e percorrere un ponte in costruzione senza manto stradale con i ferri d'armatura che uscivano ovunque.

Faccio una risata e vedendoli seri mi ricompongo.
Gli mostro la mappa e gli indico che con soli 3 km di strada in più si può aggirare l'ostacolo.
Mi ascoltano, annuiscono e riprendono ad architettare improbabili soluzioni.
Li saluto e mentro giro la bici mi augurano buona fortuna.

Dopo pochi minuti di viaggio mi fermo in pizzeria dove mangio una squisita margherita forgiata da un pizzaiolo credo serbo-bosniaco per l'accento e per la presenza nella lista di pizza-cevapcici.

Col tovagliolo alla bocca vedo i 2 francesi sfrecciare per la direzione che gli avevo indicato. Uno aveva tutti i capelli in piedi come se avesse preso una forte corrente e l'altro lo seguiva a zig-zag per via dei cerchi della bici vistosamente deformati. :-) Scherzo... li ho visti passare sì, ma incolumi.

Ho fatto campeggio libero per 2 notti non trovando una diversa sistemazione per la notte.

In Svezia il campeggio libero è consentito sia nelle proprietà pubbliche che private.
Buona norma di educazione se si sceglie una proprietà privata è quella di montare la tenda in posizione non visibile dalla casa.

La prima notte in un boschetto non lontano da una casa e dalla strada.
La seconda notte in un campo tagliato di fresco con una cascina appena visibile in lontananza.
I cani in cascina continuano ad abbaiare da quando comincio a montare la tenda a quando mi corico nel sacco a pelo.
Mentre in tenda annoto qualche appunto sgranocchiando biscotti al cioccolato sento che i cani smettono di colpo di abbaiare ed al loro posto sento il rumore di una muta di cani in corsa verso la mia tenda.
Il contadino ha mollato i cani e stanno venendo a prendermi, penso.
Resto in tenda e spengo la pila.
Sangue freddo, calma, afferro il coltello. I battiti sono leggermente accellerati ma regolari.
Mi immagino l'evolversi della colluttazione e mi spiace per i cani.
Smetto di respirare per sentire meglio.
Il rumore della corsa cambia repentinamente direzione per cambiare ancora e ancora come se i cani fossero all'inseguimento di un altro animale.
Dopo qualche minuto la corsa si arresta, il contadino fischia ed io e i cani possiamo dormire tranquilli.

Per la prima volta in vita mia ho visto una volpe non impagliata.

Ho conosciuto un barista svedese di nome Mario. Incredibile! e 2 olandesi diretti a Nordkapp.
Sono italiano, abito vicino a Milano.
Rispondono che a Milano ci sono passati l'anno scorso per andare a Roma e mi fanno l'elenco delle città toccate tra le quali Crema.
Crema! è lì che abito!
Arrivati a Nordkapp torneranno a casa in ferry via coste Norvegesi. 6 giorni. Io non sò ancora come tornerò ma sono tranquillo, mal che vada Don Peppino mi manderà un elicottero.





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