Cacca in Viaggio


In 40 giorni di viaggio non ho mai cagato tanto bene e ho scoperto che probabilmente prima di allora non l’ho mai veramente fatto, mi sono solo impegnato ad espellere quello che ho potuto seduto sulla tazza, leggendo.
La posizione “alla turca” è la più naturale e la più igienica se nel boschetto un serpente non ti addenta una palla e non te la molla più.
All’aperto, ne sentivo l’odore pieno, non soffocato dall’acqua di un normale vaso domestico.
Ottimo prodotto, primo in classifica.
Un siluro unico, veloce, lungo, bello,  al tocco del legnetto nè duro nè molle, omogeneo, dal carattere forte e sincero che se esposto in vetrina della boutique dello stronzo non sfigurerebbe.

La carta usata per pulirmi l’avrei potuta conservare per la prossima volta.
La usavo solo per scaramanzia, tanto per saltare in sella tranquillo.
Pedalare per ore sporco non è un bel pedalare. Lo sporco si appolpetta, si almalgama al sudore grazie al movimento ritmico del corpo che lo spalma senza sosta. Un pò per il calore del corpo e un pò per il continuo sfregamento si scalda e cuoce, scuoce e infine brucia. Allora ti fermi, infili un fazzolettino nei pantaloncini e ti pulisci ma ormai è troppo tardi, sei ustionato.

A casa non la faccio così.
I vasi sanitari di casa sono troppo alti, la postura che si assume è la stessa di quella che si potrebbe avere alla guida di un “Lupetto OM” anno ’68, fine produzione.
Camion anarchico con scatola dello sterzo a sfere quadrate, senza servosterzo, senza servofreno, senza servi ne padroni lo sforzo era tutto impiegato a non farlo andare dove voleva lui.
Una gran faticaccia guidare un Lupetto mentri caghi una spugnosa focaccia.
Una volta fatta la soddisfazione è rimandata a dopo l’esame oculare.
L’analisi è approssimativa, cerchi di girargli intorno per vedere meglio ma la visione è sottacqua e in 2D.
Quando capita poi che lo stronzo si tuffa bene e scivola via diretto giù per il sifone si resta male.


Sarà stato il cibo, sarà stata l’acqua, forse l’aria, la felicità, chissà.
Sempre alla stessa ora della mattina dopo avere aperto gli occhi, la cacca.
Leggeri si pedala bene.




2 commenti:

  1. Condivido quanto scientificamente esposto. Rammento che durante il mio tour di tre mesi in bici fatto nel 2012 ero in Svezia e defecai in un canale di scolo a lato di una ferrovia. Lo feci proteso verso il canale e aggrappandomi a un ramo marcio che cedette. Caddi nel canale pieno di acqua gelida con lo stronzo ancora a metà, e gli occhiali volarono via. Impiegai venti minuti a cercarli penosamente a tentoni, e non sempre in questa ricerca toccai solo acqua...

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